giovedì 30 settembre 2010

mercoledì 29 settembre 2010

Conan, 2011

Ne avevamo già parlato qui.
Non vi avevo nascosto il mio scetticismo, appena sei mesi fa, per questa nuova produzione, soprattutto per quanto riguardava la scelta dell'attore protagonista. Un reboot, come va di moda chiamare oggi le idee riciclate.
Ebben, da allora il progetto è cresciuto e quelle che erano solo voci sono diventati dati tangibili. Le riprese sono partite (e ormai quasi sul punto di finire, presumo) e, benché non sia ancora stata resa nota una data precisa, il film "Conan" dovrebbe vedere la luce nel 2011.
E, devo dire, i miei dubbi stanno cambiando d'abito.
Si stanno vestendo da scimmia.

Il regista, Marcus Nispel, mi lascia sempre freddino per via di Pathfinder, che non esiterei a definire, prendendo una famosa frase di Catullo, "cacata carta" (espressione latina che non necessita di traduzione), se solo la pellicola fosse carta.
Va però detto che le ambientaziooni erano buone e lo stile crudo può ben favorire la rappresentazione dell'Era Hyboriana che Howard immaginava.

Jason Momoa, invece, è una sorpresa più piacevole, perché, come potete vedere dalla fotografia sottostante, risulta davvero convincente. Apprezzabilissima la scelta di discostarsi dall'icona del culturismo imposta dall'ormai mitica figura di Arnold il Conquistatore, per avvicinarsi di più al "gigante bronzeo pieno di cicatrici e dal petto villoso" immaginato da Howard.
Guardare per credere.
"Ti spiezzo in due", diceva qualcun altro, venticinque anni fa.

Nel cast confermati Rose Mc Gowan (impegnata tra l'altro in un progetto, purtroppo tutt'altro che avviato, riguardante Red Sonja, di sempre Howardiana memoria, a cui auguro maggior fortuna e godibilità che non all'obbrobrio targato De Laurentis del 1985), Ron "Hellboy" Perlman, nei panni del padre di Conan, e, dulcis in fundo, Stephen Lang, il coriaceo Quaritch di Avatar, vestirà i panni del main villain.
Ci aspettiamo di sicuro botte da orbi, con questi muscoli in circolazione.

Il 2011 non è lontano. Il 2011 non è lontano. Il 2011 non è...

Verniciatura

Buongiorno. Nuova faccia per il blog. Enjoy!

martedì 28 settembre 2010

Generazione 80.

La mia generazione ha avuto la grande fortuna di crescere nell'epoca d'oro dell'animazione giapponese. E, fortuna parallela, in un'epoca d'oro per il doppiaggio italiano.
Il titolo del post poteva in realtà andare un po'più indietro con gli anni: generazione 70-80, a dire il vero. Ma ho deciso di essere egocentrico e scegliere i glamorous eighties in cui sono nato io, sebbene gli anni '80 abbiano in realtà visto solo il declino e la fine di questo periodo, che non è arrivato a veder nascere gli anni '90.

La nostra infanzia (di noi nati tra gli anni 70 e i primissimi 80) è stata accompagnata da miti come Lupin III, Occhi di Gatto, Lady Oscar, Capitan Futuro, Capitan Harlock, Galaxy Espress, Robotech, Pollon, Hallo Spank, Kiss Me Licia, Kyashan, Kenshiro, Devil Man, L'Uomo Tigre (alcuni di questi divennero vere e proprie icone di un'epoca), ma anche e soprattutto da un'infinita serie di robot giganti che proteggevano la Terra da orribili alieni rompiballe, che nulla avevano di meglio da fare se non andare a Tokio a tirare giù qualche decina di palazzi e farsi nuclearizzare dall'eroico ammasso di latta di turno, per la gioia dello schermo gigante full HD (precorrendo i tempi) dell'imperatore malvagio di turno. O della sexy imperatrice, a seconda.
Daitarn 3, Jeeg Robot d'Acciaio, Ufo Robot (anche noto come Uforobò), Voltron, Daltanius, Vultus V, Mazinga Zeta e ancora, e ancora, e ancora e ancora e ancora. Non riuscirei a nominarli tutti. Ce n'erano troppi, persino .
Se si fossero messi tutti assieme, i Meganoidi si sarebbero dati al giardinaggio per palese inferiorità numerica. O sarebbero tornati più tardi.
Io ricordo orde e orde di alieni mutanti gigantoidi, fatti esplodere al grido di "Attacco solare! energia!!!".
Tutta gente perbene, tutto sommato. Non lo assalivano mai in massa. Ce ne sono stati a dozzine che hanno messo alle strette il nostro Aran Banjo in singolar tenzone. Pensate se avessero avuto la bella pensata di dire: "Addosso, tutti assieme!"
Mai.
Al massimo due per volta. O tanti, ma scarsi. Mai tanti fortissimi.
Troppo leali.
Stolti meganoidi, alla fine ve lo meritavate di fare la figura dei fessi ogni pomeriggio.

Ma c'è un altro motivo per cui quei cartoni animati ci sono rimasti nel cuore e oserei quasi dire a noi Italiani più che ad altri. Le sigle. Alcune sono diventate quasi oggetto di culto, collezionate dagli appassionati.
Mitiche frasi come "Noi siamo un trio, all'erta e pieni di brio", "Capitan Futuro il domani vive già!" oppure le malinconiche note della sigla di Ken il Guerriero o la sigla di Occhi di Gatto, che piaceva così tanto a tutti i maschietti all'asilo (sebbene fossimo destinati a capirne solo più avanti il perché), sono rimaste nei cuori di tantissimi appassionati.

Le mie preferite:

Daitarn 3



Capitan Futuro



Lady Oscar



Lupin, l'Incorreggibile Lupin



Occhi di Gatto

Perdevo ore e ore, da piccolo, a guardarli. E, per essere onesti, qualche momento lo perderei volentieri ancora adesso!

domenica 19 settembre 2010

Tecnologia 3D, iPad e fumetto: uno sguardo sul domani?

Da una segnalazione di J. Scott Campbell sul faccialibro (adoro i suoi disegni!), vi "rimbalzo" un video parecchio interessante sulle possibili applicazioni del 3D dell'iPad, il noto nuovo marchingegno ultratecnologico con il marchio mela.
Essenzialmente, in questo video, di cui trovate il link qui sotto (il formato del blog fa a pugni con l'incorporamento diretto, che non riesco a formattare in modo appropriato), l'autore utilizza l'iPad per creare sfondi 3D a cui applicare i personaggi dei vecchi Street Fighter, dal 2 in poi. I risultati sono rudimentali, ma assai interessanti.
Leggeremo così i fumetti digitali?
Guardare per credere.

Il link diretto al Tubo, per il filmato.

Edit: il nuovo formato non litiga (esageratamente) con il riquadro di YouTube, perciò... Beccatevi questo!

lunedì 13 settembre 2010

Paperinik Cult #65

Questo numero di Paperinik Cult, reperibile in edicola, è un po'particolare per due motivi.
In primo luogo contiene una storia del mio maestro (e collega e amico) Sergio Badino: "Serie Zeta", storia che avevo la curiosità di leggere da parecchio tempo, sin da quando fu Sergio stesso a parlarmene, raccontandomi delle citazioni "starwarsiane" che aveva inserito qua e là.
Ulteriori commenti li lascio a Sergio stesso, qui nel suo blog.

Il secondo motivo è un po'più egoistico: la storia inedita di apertura, "Paperinik e la Car Can di Troppo", è stata scritta da me. Ma non finisce qui: dei disegni si è occupata Roberta Migheli, compagna ai tempi del corso di sceneggiatura presso l'Accademia Disney, nel non lontano 2007.

*** Nota: purtroppo al momento manca un'immagine decente. ***
*** Appena la avrò, provvederò a postarla qui. ***

Mille

Noto con piacere che il counter ha sorpassato il fatidico numero a tre zeri.

Permettetemi di stappare una virtuale bottiglia per festeggiare:

Pum!
Grazie tante a tutti.
free counters