lunedì 13 gennaio 2014

L'Entusiasmante Torneo Tremaghi!

Giusto in questi giorni, leggendo Il Calice di Fuoco per questo incriminato post (o meglio, per i post che avevo in mente di pubblicare in sua vece), ho notato come deve sentirsi il tipico spettatore medio del Torneo Tremaghi.

Vediamolo pure noi.

La prima prova consiste nello sfuggire a un pericoloso drago.
Dagli spalti, gli spettatori vedono questo:

Aaargh! Un Drago!
 
Oddio, ora lo mangia!
 
Aaargh! FUOCO!
 
La prima prova  è effettivamente un delirio di adrenalina, considerando che è come stare allo stadio, solo che, invece dei giocatori, c'è un drago libero che sputa fuoco.

La seconda prova, consiste nel nuotare in fondo a un lago per salvare alcuni ostaggi rapiti dalle sirene. Tempo: un'ora.
Dagli spalti, la scena è più o meno questa:

5 minuti...

10 minuti...
 
18 minuti...
 
33 minuti...
 
42 minuti...
 
Alla fine dell'ora, lo spettatore medio probabilmente trova più interessante la vernice che asciuga.

Terza prova: entrare in un labirinto pieno di trappole magiche, mostri terrificanti e trabocchetti di ogni sorta.
Tempo: fino a che qualcuno non raggiunge la coppa.

Partiti!
 
...
 
L'altro giorno, mio cugino mi diceva che l'amica della moglie di suo cognato gli ha detto che il nipote del figlio della zia di un suo amico scozzese...
 
Ma sono arrivati?
 
M'è parso di vedere la nebbia muoversi, laggiù in fondo a destra prima della svolta a sinistra...
 
In sostanza, spero che il biglietto non costi molto.
Oppure, aridatece i draghi.

domenica 12 gennaio 2014

Storie come il Prosciutto

Avrete presente la fatidica domanda al banco del salumiere: "Che faccio, lascio?"
Per lo più, viene fatta quando si tratta di pochi grammi.
"Ho fatto due etti e mezzo, che faccio, lascio?"
Altre volte, il furbone ci prova comunque: "Ho fatto cinque etti, lascio?"

Come rispose una volta un mio amico: "E lascia stocazzo!"

Fanno 25kg, lascio?
 
Questo perché a tutti va bene spendere quel poco in più: suvvia, il prosciutto è buono, mezz'etto in più fa sempre piacere e non pesa sullo scontrino. Quando però esageri, il costo mi rimane sullo stomaco.

Ecco, le storie (tutte, a prescindere dal media di origine) funzionano alla stessa maniera: ognuna ha il suo passo e il suo respiro, ognuna chiede uno spazio diverso. Non appena l'autore se ne approfitta, il lettore se ne accorge, perché, come il cliente del supermercato, non è stupido e, se sgarri di poco, passi, tutto sommato la storia è bella. Se però di un libro di trecento pagine scarse me ne tiri fuori tre film di tre ore ciascuno, te lo dico di cuore: "Trilogia stocazzo!"

Riferimenti a trilogie veramente esistenti sono puramente casuali.

giovedì 9 gennaio 2014

Bloggari Rosiconi

Questo non è il post originale, come forse alcuni di voi potranno aver notato.
Il motivo per cui ho cancellato il post originale (Harry Potter and the Ludicrous Amount of Bullshit We Are Supposed to Accept - part 1) è presto detto: ho ragionato molto sul pezzo da preparare (anzi, sui pezzi, dato che ne avevo previsti tre).
Mi sono letto accuratamente il libro in questione, prendendo diligentemente appunti di riferimento. Volevo fare un buon lavoro.
Ho impiegato diversi giorni a mettere a punto il post, cercando di essere chiaro e di spiegare bene i vari passaggi logici che dovevano costituirlo.
Dopo averlo pubblicato, come mia abitudine, l'ho riletto, per un'ultima revisione a caccia di errori di battitura e per una sistemazione generale. Durante la lettura, mi sono trovato a disagio.
Il ragionamento era corretto, il problema non era il contenuto in sé. Il problema è che non mi piaceva l'assunto che stavo facendo nel leggere il mio stesso "pezzo", perché, mentre ero intento a valutare le mie parole, mi sono reso conto di quello che avrei pensato se avessi trovato lo stesso identico post sul blog di una persona che non conosco.
Avrei pensato di aver davanti il solito articolo del solito scrittore rifiutato dalle case editrici, invidioso del successo altrui. E mi dispiacerebbe sembrarlo, perché il mio lavoro mi piace, mi coinvolge e mi appassiona e sono ben lungi dal provare invidia per chi ha successo in esso.

Consiglio che tutti, prima o poi, dobbiamo tenere a mente.

Se mai troverò il modo di importare lo stesso articolo in maniera magari più giocosa, in maniera che non traspaia quella scomoda sensazione di "imbrattablog" che si rode nell'invidia, allora riprenderò il discorso.
Hasta luego a todos!

Wibbly-wobbly Doctor and Timey-wimey wizard spy!

giovedì 2 gennaio 2014

Buon 2014!

Cominciamo quest'anno con gli auguri.
Buon 2014 a tutti, spero che al momento stiate smaltendo una ricca sbronza e una grassa mangiata.


martedì 17 dicembre 2013

Si Sta Come gli Studenti Fra i Banchi di Liceo

Ho sempre odiato, quando andavo a scuola, quei compagni che copiavano i compiti. Preferisco la mia tonnellata e mezzo di pessimi voti ottenuti con la mia svogliatezza nei confronti dello studio, piuttosto che l'idea di ricevere una valutazione positiva con l'imbroglio.

Nel lavoro, è lo stesso: preferisco far schifo con le mie forze, piuttosto che farmi bello con qualche scorciatoia.

Naturalmente, questo mio pensiero non è condiviso da tutti.
Prendiamo, per esempio, quello che sta capitando in questi giorni a Shia LaBoeuf, accusato di aver plagiato un fumetto indipendente nel suo ultimo cortometraggio.
Accuse peraltro ben difficili da respingere, dato che i dialoghi, per esempio, sono presi parola per parola. Le situazioni sono le stesse. I nomi no, quelli li ha cambiati.

Del resto, questo è il picco della carriera di LaBoeuf.
O lo sarebbe stato, se avessero fatto un film di Indiana Jones in cui Shia LaBoeuf fosse il figlio di Indy.


Su Twitter, la baby-star si giustifica (copincollo):
"Copying isn't particularly creative work. Being inspired by someone else's idea to produce something new and different IS creative work."
Traduco: "Copiare non è un lavoro particolarmente creativo. Essere ispirati dall'idea di qualcun altro per produrre qualcosa di nuovo e differente E' un lavoro creativo."

Frase che è peraltro un insulto bello e buono nei confronti di chi, tutti i giorni, si impegna per vivere del proprio lavoro creativo.
Niente da fare, si sta ancora come fra i banchi di liceo. Finché la prof non ti becca, vivi di rendita anche se sei privo di qualsivoglia talento. Quando ti becca, inventi una scusa fuori dal mondo, fai finta che ti dispiaccia (o no, a seconda) e ricominci. La prossima volta, li nasconderai meglio, tipo come faceva Clint Eastwood in Fuga da Alcatraz.

Tutti pensavamo che Indy stesse minacciando di suicidarsi per impedire a Mola Ram di realizzare i suoi folli piani.
Invece, gli avevano appena detto che Lucas e Spielberg avevano intenzione di fare il quarto Indiana Jones con le marmotte, gli alieni e Shia LaBoeuf.

lunedì 16 dicembre 2013

Food for Thought

Che cosa hanno in comune il meteorologo, il politico e lo scrittore?
Da tutti e tre ci si aspetta qualche cazzata, ma se ne dici troppe, non ti crede più nessuno.

 Dal 2008 promette la fine della crisi.
Ancora nulla.

   Da diciassette anni promette l'inizio dell'inverno.
Ancora nulla.

Anche lei diceva che sarebbe iniziato l'inverno.
Ancora nulla (maledetto caldo).
Ma chissene, almeno lei ha un bel paio di...

martedì 10 dicembre 2013

The Art of Social Zen-Fu

Ossia: come fare i fighi saggi zen finti nel mondo dei social media, spiegato in tre semplici mosse.

Ora scriverai diecimila cazzate, finché le dita non ti sanguineranno sulla tastiera.

Step 1) prendere due concetti a caso, per esempio "povero" e "diavolo"

Scrivi cazzata, cancella cazzata, Daniel-San.


Step 2) associarli uno di seguito all'altro e poi invertire l'ordine, per esempio "povero diavolo" e "diavolo povero"

Forte la cazzata scorre in te ed un potente alleato essa è.

Step 3) aggiungere in mezzo "è meglio di"

Non è necessario che il risultato sia di senso compiuto, per esempio "Essere un diavolo povero è meglio che essere un povero diavolo" non è sostanzialmente differente da "Essere un povero diavolo è meglio che essere un diavolo povero" (o, se è per questo, da "Trullalero trullallà"), una frase che alle menti più semplici apparirà come un saggio aforisma zen proferito dal riverito eremita di uno sperduto picco solitario in Cina, erede del sommo sapere di Confucio, Buddha e Goku.
free counters